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Scuola online
Cambridge Lower Secondary 19/05/2021

GLOBAL PERSPECTIVES: MAKING A DIFFERENCE

Da quest’anno scolastico il Collegio Vescovile Sant’Alessandro ha introdotto nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa della scuola secondaria di primo grado due programmi (“syllabi”) di Cambridge Lower Secondary: “Digital Literacy” e “Global Perspectives”.

GLOBAL PERSPECTIVES

L’introduzione del syllabus Global Perspectives era in cantiere già da qualche anno, anche sulla scia dell’esperienza dei Licei dell’Opera Sant’Alessandro, dove già da quattro anni gli studenti, in particolare quelli dei licei a curvatura internazionale, stanno preparando gli IGCSE (International General Certificates of Secondary Education) di diverse discipline di studio. L’anno scorso, perciò, si è iniziato con una breve sperimentazione durante la settimana dei recuperi e degli approfondimenti, mentre quest’anno si è giunti alla piena realizzazione del progetto.

Il syllabus Global Perspectives è un programma innovativo e interdisciplinare che si fonda sull’acquisizione di specifiche abilità e competenze attraverso un approccio laboratoriale, estremamente pratico e basato su contesti reali. La cosa interessante di questo corso è che le competenze che vengono acquisite (ricerca, analisi, valutazione, riflessione, comunicazione e collaborazione) sono competenze trasferibili a tutti gli studi successivi, nonché alle esperienze di vita extrascolastica. Quello che con Global Perspectives ci si propone di fare è, quindi, formare studenti e persone capaci di pensare criticamente, di agire in autonomia, di risolvere i problemi cercando soluzioni creative. Ciò si può ottenere stimolando gli studenti a riflettere in modo critico, individualmente o in team con altri compagni, su un’ampia gamma di problematiche globali e locali dove non esiste un unico punto di vista – una sola prospettiva in gioco – ma ne esistono molteplici.

Gli studenti studiano argomenti che vanno dall’alimentazione all’inclusività nello sport, dalla scarsità delle risorse a livello globale alla globalizzazione dei brand, dal lavoro alla prevenzione delle malattie infettive, ecc. Il progetto, inoltre, si connette molto strettamente con l’insegnamento di educazione civica, in quanto i ragazzi sono portati a riflettere in modo molto approfondito su concetti come la civile convivenza, il rispetto dei diritti, l’eliminazione delle disuguaglianze, il rispetto dell’ambiente e molto altro ancora.

MAKING A DIFFERENCE

L’ultima unità di apprendimento che stiamo affrontando insieme con i ragazzi della seconda media (in realtà nel syllabus “Global Perspectives” le unità si chiamano “challenges” o sfide, a sottolineare il fatto che non si tratti di insegnamenti impartiti, ma di attività in cui gli studenti devono mettersi in gioco attivamente) si intitola “Making a difference”. In essa gli alunni stanno sviluppando le loro abilità di ricerca identificando alcune problematiche relative alle loro comunità locali ed esplorando poi i modi in cui gli individui, da soli o in gruppo, possono contribuire al cambiamento. 

Il primo passo del lavoro è consistito nell’analizzare alcuni quotidiani locali, confrontandoli e scoprendo le principali criticità rilevate a livello locale. Queste sono state inserite in una tabella per poter osservare quante volte una determinata problematica fosse stata evidenziata. A partire da tale tabella, i ragazzi hanno quindi riflettuto in gruppo sulle problematiche locali emerse, seguendo alcune domande guida: quali problematiche apparivano più importanti e da che cosa lo si capiva? I quotidiani fornivano dei dati a sostegno di quanto riportato negli articoli? Quali altre problematiche di potenziale interesse non avevano ricevuto l’attenzione della stampa? In che modo le questioni nazionali influivano su quelle locali?

Dopo questo primo lavoro di gruppo si è discusso con tutta la classe e, insieme, sono state identificate le problematiche ritenute più importanti dagli studenti. A questo punto è venuta la parte più divertente. Infatti i ragazzi, con il supporto dell’insegnante, hanno costruito un questionario utilizzando i Moduli di Google. Con il questionario hanno condotto un sondaggio tra gli altri studenti, gli insegnanti, i genitori e gli amici per poter scoprire quali fossero le loro idee riguardo ai principali problemi delle comunità locali. Sono giunte circa quaranta risposte e gli alunni, sempre con l’aiuto dell’insegnante, hanno analizzato i dati, evidenziando in particolare le differenze per genere e per fascia di età. Ne sono emersi alcuni dati interessanti:  si è visto che i giovanissimi mettono spesso al centro la problematica ambientale (riciclo dei rifiuti, inquinamento, ecc.), la fascia intermedia ha particolarmente a cuore le questioni legate al lavoro (contratti precari, scarsità di prospettive per il futuro) e alla tecnologia (digitalizzazione della pubblica amministrazione, diffusione della rete internet), mentre le fasce più alte hanno una particolare attenzione per i servizi sanitari, la sicurezza e, ancora una volta, il lavoro (diversificazione delle attività produttive, tutela del commercio al dettaglio, ecc.).

I ragazzi hanno inoltre notato che le notizie riportate dai quotidiani a livello locale si soffermano solo su una parte minima di queste problematiche, con una netta prevalenza, in questo periodo, per le problematiche sanitarie, evidentemente a causa della pandemia di Covid-19.

Il lavoro per questa sfida non è concluso e proseguirà nelle prossime settimane. I ragazzi dovranno svolgere una ricerca, in gruppo, sull’impatto che alcuni cambiamenti o alcune tendenze a livello globale (sviluppo sostenibile, riscaldamento globale, migrazioni economiche, tecnologia e internet, bioingegneria, ecc.) possono avere sulla comunità locale. Dopodiché dovranno presentare le loro scoperte al resto della classe usando il medium che preferiscono. In particolare dovranno far emergere in che modo le questioni locali si intrecciano a quelle globali. Infine dovranno condurre un’ulteriore ricerca su gruppi che conducono campagne di sensibilizzazione o battaglie su temi di interesse locale e globale (se li conoscono personalmente potranno anche intervistarne dei rappresentanti) per comprenderne gli obiettivi, il cambiamento che vogliono produrre, il modo in cui cercano di persuadere gli altri e di influenzare le decisioni di chi ha il compito di governare o amministrare, ecc.

Come si può ben capire, non si tratta di attività semplici né banali, soprattutto perché gran parte del lavoro si svolge in lingua inglese e affrontare tematiche tanto complesse in una lingua diversa dalla propria lingua madre non è certamente facile. Gli studenti, però, rispondono con entusiasmo e dimostrano spesso di possedere una creatività e una capacità di problem solving di cui a volte nemmeno si sospetta l’esistenza. Sono sempre pronti a sorprenderci ed è questo che rende tanto stimolante questo lavoro e questa esperienza con Cambridge Global Perspectives.

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