eccellenza
Succede a scuola
27/07/2021
Scuola Media Collegio Vescovile Sant’Alessandro. Quando l’eccellenza è di casa.
Anche i risultati degli esami di certificazione linguistica Cambridge KET e PET confermano l’eccellente preparazione dei nostri studenti.
La scuola media del Collegio Vescovile Sant’Alessandro si conferma un’eccellenza anche nella preparazione linguistica, in particolare per quanto riguarda la lingua inglese. È quanto emerge dagli esiti, appena pubblicati, degli esami di certificazione Cambridge sostenuti dai nostri studenti agli inizi di giugno. Con ottimi risultati e soprattutto con largo anticipo rispetto all’età in cui si sostengono generalmente queste prove. Veniamo al dettaglio:
Esame KET – l’esame KET (A2 Key) testa il livello A2, ovvero quello normalmente atteso al termine del terzo anno delle medie, in base alle indicazioni nazionali.
Al Collegio Vescovile, il KET è stato sostenuto, oltre che da alcuni studenti della terza media, anche da un nutrito gruppo di alunni della prima e della seconda media (in anticipo rispettivamente di uno e due anni rispetto all’età in cui di norma si affronta l’esame).
Esame PET – L’esame PET (B1 Preliminary) testa invece il livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER). È il livello atteso, sempre in base alle indicazioni nazionali, al termine del primo biennio della scuola superiore.
Al Collegio Vescovile, il PET è stato affrontato dalla maggioranza degli studenti della terza media (17 studenti su un totale di 27), anche in questo caso con un anticipo di due anni rispetto alla norma. I risultati sono stati eccellenti: non solo tutti gli iscritti hanno superato l’esame, ma la maggior parte di loro lo ha fatto con grade B o grade A. Addirittura 7 alunni hanno superato il PET con il Grade A, equivalente a un livello B2 del QCER, ovvero con un livello linguistico normalmente atteso al termine del IV anno della scuola superiore.
Ecco il dettaglio dei risultati ottenuti in termini di livello linguistico raggiunto:
Prima media
• Livello B1: 4 studenti (risultato normalmente atteso al termine del primo biennio delle superiori)
• Livello A2: 4 studenti (risultato normalmente atteso alla fine della terza media)
Seconda media
• Livello B1: 1 studente (risultato normalmente atteso al termine del primo biennio delle superiori)
• Livello A2: 8 studenti (risultato normalmente atteso alla fine della terza media)
Terza media
• Livello B2: 7 studenti (risultato normalmente atteso al termine del IV anno delle superiori)
• Livello B1: 10 studenti (risultato normalmente atteso al termine del IV anno delle superiori)
• Livello A2: 3 studenti
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ALFABETIZZAZIONE DIGITALE
Testimonianza della prof. Esther Maffi
La prima domanda posta a noi stessi è stata: davvero questi ragazzi, nativi digitali che ci bagnano il naso in quanto a conoscenze informatiche, hanno bisogno di una Digital Literacy?
La risposta è meno scontata e univoca di quanto possa sembrare. Risponderemo di no quando si tratta di conoscenze, di creazione di elaborati digitali: i ragazzi della scuola media sono preparatissimi. Hanno creato dei video da premio Oscar e dei contenuti sulla piattaforma Google che mettono in imbarazzo persino i docenti. Forse è anche grazie all’eredità positiva del lockdown che li ha visti “smanettare” con il computer più di quanto già non facessero.
Risponderemo di sì, quando si tratta di competenze digitali. Perché se in ambito didattico la distinzione tra conoscenza e competenza ci è ben chiara, nel linguaggio digitale il discorso è un po’ diverso.
Creano contenuti incredibili ma non conoscono quelle che sono le regole della privacy, della sicurezza, della protezione dei dati: condividono tutto consapevoli solo in minima parte del potenziale universale del mondo di internet. “Su Internet è per sempre”, recita il famoso spot della Pepita onlus. E anche se per noi adulti il richiamo è inevitabile (la pubblicità che declamava “un diamante è per sempre”) sappiamo bene che un post on line è spesso più duraturo di una relazione sentimentale.
Prima di tutto è stato importante contestualizzare il digitale. Cosa si intende? Le tematiche sono differenziate in base alla classe; la prima media si è focalizzata sul cyberbullismo e sulle buone prassi per un utilizzo responsabile di cellulari, tablet e computer.
La parola cyberbullismo ormai fa parte della loro vita. Ma cosa è davvero il bullismo online? Quali sono le implicazioni? Quali le conseguenze? Quante storie sei disposto ad ascoltare prima di riflettere davvero sul tema?
Abbiamo letto articoli, confrontato esperienze, approfondito cause e conseguenze di questa problematica. Perché se forse è facile immaginare come si possa sentire un ragazzo che subisce bullismo online non è altrettanto semplice (almeno per un preadolescente) riconoscere le cause che portano “i bulli” ad essere tali. Perché qualcuno dovrebbe insultare qualcun altro attraverso uno schermo? Cosa scatta nella mente di una persona che la porta ad essere aggressiva sul web?
Come già avrete capito, amiamo porci un sacco di domande. E la cosa bella è che non abbiamo fretta di trovare le risposte, ma ci piace cercarne più d’una, deviando dalla strada principale per infilarci nelle viuzze e guardare i fatti da diverse prospettive.
La seconda media invece ha lavorato nel primo quadrimestre con il linguaggio, distinguendo tra formale e informale (sempre approcciandosi al mondo di internet), e nel secondo con i dati e la privacy.
“Questo sito utilizza cookie tecnici, propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione del sito o confermando tramite il tasto “Accetto” ne accetti l’utilizzo. Se vuoi saperne di più, leggi Più informazioni…”
Quanti di voi, onestamente, hanno mai cliccato su quella locuzione: “più informazioni?”
Noi non lo facciamo e nemmeno i ragazzi; abbiamo una vaga idea di cosa siano questi “biscotti” digitali ma non siamo mai andati a fondo. Noi adulti siamo i primi a cliccare quell’apparentemente innocuo “accetta” quando visitiamo un sito internet. Ma sappiamo cosa stiamo accettando? Come e dove verranno usati i nostri dati?
La più grande difficoltà di questo progetto sta nel mantenere un equilibrio tra la consapevolezza e il terrorismo psicologico. L’obiettivo di Digital Literacy non è quello di spaventare i ragazzi affinché usino lo strumento digitale con scetticismo, ma al contrario, che se ne innamorino consapevoli che, come in tutte le storie d’amore, la forza sta nel compromesso, nella verità e nell’attenzione.
Mi torna in mente la mia infanzia quando mia mamma non voleva farmi andare a scuola in bicicletta perché “è pericoloso”. Cara mamma, oggi posso dirtelo, hai toppato. La bicicletta non è pericolosa se si indossa il casco e si è consapevoli delle regole della strada. Così è il mondo digitale r così stiamo cercando di trasmetterlo ai ragazzi, con la sicurezza di chi indossa sempre il casco ma va senza paura.
La terza media ha lavorato su tematiche più specifiche del mondo del marketing e della profilazione, affrontando per esempio il mondo dei big data. Sì, lo so che siete andati a cercare su Google di cosa sto parlando. Potete guardare questi brevi video realizzato da alcuni ragazzi che capire di cosa stiamo parlando.
A cosa servono dunque i big data? Quali le nostre abitudini profilate?
Ma cosa significa poi, PROFILARE? E cosa importa alle aziende se io preferisco la Coca Cola o la Pepsi?
Essere consapevoli dei passi che si muovono nel web è essenziale per promuovere responsabilità e attenzione verso un mondo che non ha fine e si rigenera giorno dopo giorno. Lo scopo non è quello di demonizzare lo strumento, anzi: la volontà è quella di dare ai ragazzi le competenze per utilizzarlo in maniera ottimale.
Quelli della mia generazione, del Nokia 3210 e degli sms a 30 centesimi nutrono un timore che non sanno spiegare quando ricevono un’infarinatura sulle regole del digitale. I ragazzi della scuola media invece non temono nulla: sanno che il loro operato sul web è limitato perché sono minori, sanno che devono stare attenti con i loro profili social perché il malintenzionato è dietro l’angolo. Quello che non sanno è che il web stesso, figura mitologica del www ( che se vogliamo può essere Grande, Gigante e Gentile come il GGG di Roald Dahl) può potenzialmente importunarti e sedurti. Se conosci le strategie di internet ne puoi sfruttare a pieno le potenzialità senza rimanerci incastrato.
Questo è Digital Literacy: non solo il cosa e il come, ma anche il perché.
Tutto questo è possibile in inglese, grazie alla metodologia Cambridge, più volte snocciolata quando si parla di innovazione al Sant’Alessandro, e non vorrei tediarvi elencando di nuovo tutte le strategie educative proposte.
Già nel 2007 i dati indicavano che la lettura dei testi oscillava tra il 62 e il 70% del contenuto totale; se siete arrivati qui, datevi una pacca sulla spalla: avete una soglia di attenzione più alta della media nazionale.
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Succede a scuola
01/06/2021
Termine lezioni
Buongiorno,
la presente per comunicare che IL GIORNO 8 GIUGNO 2021, le lezioni TERMINERANNO alle ore 12.45.
Il servizio MENSA non sarà erogato.
Con l’occasione auguriamo una serena estate a tutti.
Prof.ssa Arcaini Antonella
Vice Preside Scuola Secondaria di I Grado
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Cambridge Lower Secondary
19/05/2021
GLOBAL PERSPECTIVES: MAKING A DIFFERENCE
Da quest’anno scolastico il Collegio Vescovile Sant’Alessandro ha introdotto nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa della scuola secondaria di primo grado due programmi (“syllabi”) di Cambridge Lower Secondary: “Digital Literacy” e “Global Perspectives”.
GLOBAL PERSPECTIVES
L’introduzione del syllabus Global Perspectives era in cantiere già da qualche anno, anche sulla scia dell’esperienza dei Licei dell’Opera Sant’Alessandro, dove già da quattro anni gli studenti, in particolare quelli dei licei a curvatura internazionale, stanno preparando gli IGCSE (International General Certificates of Secondary Education) di diverse discipline di studio. L’anno scorso, perciò, si è iniziato con una breve sperimentazione durante la settimana dei recuperi e degli approfondimenti, mentre quest’anno si è giunti alla piena realizzazione del progetto.
Il syllabus Global Perspectives è un programma innovativo e interdisciplinare che si fonda sull’acquisizione di specifiche abilità e competenze attraverso un approccio laboratoriale, estremamente pratico e basato su contesti reali. La cosa interessante di questo corso è che le competenze che vengono acquisite (ricerca, analisi, valutazione, riflessione, comunicazione e collaborazione) sono competenze trasferibili a tutti gli studi successivi, nonché alle esperienze di vita extrascolastica. Quello che con Global Perspectives ci si propone di fare è, quindi, formare studenti e persone capaci di pensare criticamente, di agire in autonomia, di risolvere i problemi cercando soluzioni creative. Ciò si può ottenere stimolando gli studenti a riflettere in modo critico, individualmente o in team con altri compagni, su un’ampia gamma di problematiche globali e locali dove non esiste un unico punto di vista – una sola prospettiva in gioco – ma ne esistono molteplici.
Gli studenti studiano argomenti che vanno dall’alimentazione all’inclusività nello sport, dalla scarsità delle risorse a livello globale alla globalizzazione dei brand, dal lavoro alla prevenzione delle malattie infettive, ecc. Il progetto, inoltre, si connette molto strettamente con l’insegnamento di educazione civica, in quanto i ragazzi sono portati a riflettere in modo molto approfondito su concetti come la civile convivenza, il rispetto dei diritti, l’eliminazione delle disuguaglianze, il rispetto dell’ambiente e molto altro ancora.
MAKING A DIFFERENCE
L’ultima unità di apprendimento che stiamo affrontando insieme con i ragazzi della seconda media (in realtà nel syllabus “Global Perspectives” le unità si chiamano “challenges” o sfide, a sottolineare il fatto che non si tratti di insegnamenti impartiti, ma di attività in cui gli studenti devono mettersi in gioco attivamente) si intitola “Making a difference”. In essa gli alunni stanno sviluppando le loro abilità di ricerca identificando alcune problematiche relative alle loro comunità locali ed esplorando poi i modi in cui gli individui, da soli o in gruppo, possono contribuire al cambiamento.
Il primo passo del lavoro è consistito nell’analizzare alcuni quotidiani locali, confrontandoli e scoprendo le principali criticità rilevate a livello locale. Queste sono state inserite in una tabella per poter osservare quante volte una determinata problematica fosse stata evidenziata. A partire da tale tabella, i ragazzi hanno quindi riflettuto in gruppo sulle problematiche locali emerse, seguendo alcune domande guida: quali problematiche apparivano più importanti e da che cosa lo si capiva? I quotidiani fornivano dei dati a sostegno di quanto riportato negli articoli? Quali altre problematiche di potenziale interesse non avevano ricevuto l’attenzione della stampa? In che modo le questioni nazionali influivano su quelle locali?
Dopo questo primo lavoro di gruppo si è discusso con tutta la classe e, insieme, sono state identificate le problematiche ritenute più importanti dagli studenti. A questo punto è venuta la parte più divertente. Infatti i ragazzi, con il supporto dell’insegnante, hanno costruito un questionario utilizzando i Moduli di Google. Con il questionario hanno condotto un sondaggio tra gli altri studenti, gli insegnanti, i genitori e gli amici per poter scoprire quali fossero le loro idee riguardo ai principali problemi delle comunità locali. Sono giunte circa quaranta risposte e gli alunni, sempre con l’aiuto dell’insegnante, hanno analizzato i dati, evidenziando in particolare le differenze per genere e per fascia di età. Ne sono emersi alcuni dati interessanti: si è visto che i giovanissimi mettono spesso al centro la problematica ambientale (riciclo dei rifiuti, inquinamento, ecc.), la fascia intermedia ha particolarmente a cuore le questioni legate al lavoro (contratti precari, scarsità di prospettive per il futuro) e alla tecnologia (digitalizzazione della pubblica amministrazione, diffusione della rete internet), mentre le fasce più alte hanno una particolare attenzione per i servizi sanitari, la sicurezza e, ancora una volta, il lavoro (diversificazione delle attività produttive, tutela del commercio al dettaglio, ecc.).
I ragazzi hanno inoltre notato che le notizie riportate dai quotidiani a livello locale si soffermano solo su una parte minima di queste problematiche, con una netta prevalenza, in questo periodo, per le problematiche sanitarie, evidentemente a causa della pandemia di Covid-19.
Il lavoro per questa sfida non è concluso e proseguirà nelle prossime settimane. I ragazzi dovranno svolgere una ricerca, in gruppo, sull’impatto che alcuni cambiamenti o alcune tendenze a livello globale (sviluppo sostenibile, riscaldamento globale, migrazioni economiche, tecnologia e internet, bioingegneria, ecc.) possono avere sulla comunità locale. Dopodiché dovranno presentare le loro scoperte al resto della classe usando il medium che preferiscono. In particolare dovranno far emergere in che modo le questioni locali si intrecciano a quelle globali. Infine dovranno condurre un’ulteriore ricerca su gruppi che conducono campagne di sensibilizzazione o battaglie su temi di interesse locale e globale (se li conoscono personalmente potranno anche intervistarne dei rappresentanti) per comprenderne gli obiettivi, il cambiamento che vogliono produrre, il modo in cui cercano di persuadere gli altri e di influenzare le decisioni di chi ha il compito di governare o amministrare, ecc.
Come si può ben capire, non si tratta di attività semplici né banali, soprattutto perché gran parte del lavoro si svolge in lingua inglese e affrontare tematiche tanto complesse in una lingua diversa dalla propria lingua madre non è certamente facile. Gli studenti, però, rispondono con entusiasmo e dimostrano spesso di possedere una creatività e una capacità di problem solving di cui a volte nemmeno si sospetta l’esistenza. Sono sempre pronti a sorprenderci ed è questo che rende tanto stimolante questo lavoro e questa esperienza con Cambridge Global Perspectives.
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digitale
Succede a scuola
17/05/2021
L’esperienza del Laboratorio “Prometeo”.
Testimonianza di don Luciano Manenti
Secondo il mito, Prometeo è un Titano, un gigante amico dell’umanità. Per essa sogna il “progresso” e ruba il fuoco degli Dei affinché gli uomini possano migliorare la loro condizione. Per questo Zeus lo punirà prima incatenandolo e poi sprofondandolo nel Tartaro. A grandi linee me lo ricordo così.
Chi è Prometeo oggi? Per l’umanità quale è il “sacro fuoco” che dopo la ruota, il ferro, il vapore, e l’atomo ha portato a una rivoluzione indiscutibile, a un nuovo passo in avanti del progresso?
Potremmo dire il computer o internet. Ma è interessante notare quanto queste due parole stiano piano piano scomparendo. Solo poco tempo fa si diceva vado “su” internet a vedere… Oggi siamo praticamente sempre “su” internet e quindi non lo nominiamo più. È come la storiella dei pesci e dell’acqua: alla domanda di un vecchio pesce sulla qualità dell’acqua, due giovani pesci restano senza parole e si chiedono l’un l’altro: “ma che cos’è l’acqua?”. I miei nipotini sanno cosa è internet solo quando viene a mancare.
Questo per dire che il “fuoco” che stiamo usando in questo momento non lo abbiamo nemmeno capito fino in fondo. Lo chiameremo “dimensione digitale”.
Il mondo digitale non è solo “dentro” ai computer, o fatto di “APP”. Digitale è la questione. Per esempio è il mio contapassi che indosso al polso e che mi aiuta a stare in salute. E’ qualcosa di materiale e di immateriale. Il digitale è uno strumento potente di conoscenza e governo della realtà.
Quest’anno alle medie del Collegio, insieme ad altri docenti, ho potuto proporre un laboratorio – che abbiamo non a caso chiamato “Prometeo” – fatto di esperienze che avvicinassero i ragazzi e le ragazze alle tante, tantissime implicazioni delle tecnologie digitali.

Con loro abbiamo scelto di “fare”, realizzare, “smanettare”. Nonostante siano figli della rivoluzione digitale, nonostante siano chiamati “nativi digitali”, nonostante abbiamo a disposizione strumenti potentissimi fin dalla tenera età (che a confronto i GameBoy fanno ridere) non di meno si entusiasmano ancora quando riescono ad accendere un led colorato (questo succede a tutte le età perché “Eureka, funziona!” è affascinante sempre).
Siamo partiti, allora, dall’elettronica. L’elettronica è la base del digitale.
Come funziona un circuito elettrico (o elettronico)?
Abbiamo provato a scoprilo tramite lo strumento più usuale della vita scolastica: il foglio di carta. Sulla carta (in senso letterale) abbiamo incollato del nastro adesivo fatto di rame. E’ stato un gioco capire come fare accendere una luce, far risuonare un altoparlante, far scattare un relé. Tutti piccoli ed economici componenti elettronici che grazie alle “pile a bottone” (quelle che usiamo nei telecomandi di casa) e a un paio di graffette da ufficio, fanno accendere idee, oltre che luci. E così abbiamo fatto la conoscenza di resistori, condensatori, circuiti integrati, potenziometri, pulsanti, collegamenti in serie e parallelo, led RGB e così via.
Tutti componenti che abbiamo incollato su pezzettini di cartoncino sagomato secondo misure precise e riutilizzato in diversi esperimenti. Abbiamo scoperto che la traccia lasciata da una matita è conduttiva, che anche le nostre mani conducono corrente e accendono lampadine.
Il funzionamento della luce (ovviamente noi ci siamo occupati di elettronica, di circuiti con pochissima corrente…la sicurezza prima di tutto!) e della corrente è la base del digitale. Una lampadina accesa o spenta, un circuito aperto o chiuso sono la “cellula” del mondo digitale. Così funzionano i pc, gli smartphone, le tv e ogni altro aggeggio che riceve, rielabora e invia informazioni e dati e che eventualmente mette in azione utensili o macchine (dai monopattini elettrici al “Bimby” della cucina fino ad arrivare alle grandi catene di produzione industriali).
Una lampadina accesa o spenta può diventare un linguaggio.
C’è un linguaggio fatto di “acceso e spento” che è la base di tutto il “fuoco” digitale. Ed è codificato (cioè lo si può capire solo traducendolo con certe regole) nel “codice” binario. Ecco, lo studio del digitale è fortemente collegato a tante altre discipline: la matematica ma anche la letteratura (elektron è una parola greca…tanto per cambiare), perfino la religione e ovviamente la fisica e le scienze.
La luce che abbiamo avuto modo di conoscere come effetto dei nostri lavori è qualcosa di straordinario in sé. Quante bellissime riflessioni hanno proposto i ragazzi e le ragazze a partire dai concetti fondamentali della fisica. La fisica contemporanea è nata da un postulato (il secondo della teoria della relatività ristretta di Einstein) riguardante la velocità della luce! Le conseguenze di quella teoria sono straordinarie. Dilatazione del tempo, contrazione della lunghezza, minuti e secondi che non sono uguali per tutti (e non solo perché ci si sta annoiando in classe!). E non sono cose strane o di cui non facciamo esperienza. Lo sa, purtroppo chi ha dovuto fare una P.E.T. un esame clinico possibile grazie alla scoperta dei positroni.
Dalla luce alle stelle, dove, alzando la testa e lo sguardo è stato un attimo. E così come abbiamo potuto osservare i pianeti dalla terrazza della scuola (esiste una terrazza che abbiamo chiamato “Specola Alexandrina”) attraverso i telescopi ci siamo dedicati successivamente alle costellazioni, ai loro nomi, alle loro storie. Abbiamo fatto una distinzione chiara e netta tra la scienza (Astronomia) e la pseudoscienza (Astrologia). Con un fascio di fibre ottiche, un led e un cartoncino nero bucherellato a dovere abbiamo viaggiato nello spazio interstellare.

La didattica del mondo digitale ha a disposizione molti strumenti adatti a chi vuole divertirsi imparando. Oggi è possibile programmare dei computer così piccoli che stanno nel palmo di una mano. E si possono “istruire” a fare quello che vogliamo. Abbiamo sfruttato (è il termine esatto) una mela, una banana e un mandarino per farli diventare tasti di uno strumento musicale elettronico. Abbiamo visualizzato sullo schermo di un pc un grafico che rappresentava in tempo reale l’intensità dei segnali elettrici che viaggiano nel nostro corpo quando comandiamo a un muscolo di far fare un movimento alla mano. Abbiamo realizzato sistemi di comunicazione e di allarme con luci e suoni. Tutto questo “programmando” delle apposite schede elettroniche e “interfacciandole” con i più disparati dispositivi (dalle banane ai servomotori).
Fare “Coding” è diventato una specie di mantra. Non dimentichiamoci che si tratta di un linguaggio che ha le sue regole. Ma come dopo aver imparato la grammatica e la sintassi il bello è saper scrivere qualcosa, alla stessa maniera è inutile imparare il coding se poi non ci porta a fare niente. Per questo esistono strumenti (microcontrollori) che consentono di dare vita a progetti concreti reali. Abbiamo realizzato un misuratore di umidità che ci mandava un segnale quando era necessario dar da bere alle nostre piantine. In tutte queste esperienze tornano in campo le grandezze fondamentali: tempo, spazio, energia, materia. Combinandole tra loro e conoscendone (a grandi linee, siamo pur sempre alle medie!) le caratteristiche abbiamo fatto un percorso che a buon titolo possiamo definire “STEM”, acronimo che indica l’intreccio di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.
Con qualcun altro invece abbiamo imparato a disegnare in 3d, a progettare oggetti che poi abbiamo stampato da noi. Ci siamo creati dei bellissimi “gioielli” da portare al collo o al polso oppure oggetti di utilità quotidiana ma dal “design” unico: il nostro.
La descrizione di quanto abbiamo fatto in questo anno con i ragazzi delle medie è ingenerosa e meriterebbe di essere dettagliata meglio, ma non è questa la sede. Così come è difficile descrivere la passione dei ragazzi e ragazze e il loro entusiasmo.
Quello che abbiamo realizzato è stato un percorso che davvero a buon titolo si deve definire “di orientamento”. Approcciarsi positivamente alla tecnologia, alla scienza e alla programmazione, ma soprattutto all’attitudine a interagire con la realtà circostante permette ai ragazzi di guardare con fiducia a quel domani che, ancor più di oggi, sarà interconnesso e governato dalla dimensione digitale.
L’età delle medie è e deve essere un’età della scoperta affascinante della realtà e del modo con cui l’uomo l’ha dominata: col pensiero, con la matematica, con lo spirito, con il corpo e con la tecnica.
don Luciano Manenti
Rettore Scuole dell’Opera Sant’Alessandro
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Succede a scuola
14/04/2021
Dote scuola – Buono scuola anno scolastico 2020/2021.
Gentilissimi,
sono in fase di inoltro ai beneficiari le comunicazioni relative alla disponibilità di Dote scuola – Buono scuola anno scolastico 2020/2021.
Quest’anno sono state ammesse al contributo 19.964 domande per un totale di 25.297 studenti beneficiari. La spesa complessiva è di 25.793.340 euro a fronte di un importo stanziato di 24 milioni di euro.
Per questo motivo il contributo è stato rimodulato per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado le cui famiglie hanno valore ISEE superiore a 16.001 euro. Per questi studenti verrà assegnato un ulteriore contributo nelle prossime settimane, non appena sarà disponibile lo stanziamento di ulteriori 1,8 milioni di euro, in modo da garantire a tutti il contributo massimo previsto dal bando per la fascia ISEE di appartenenza e la tipologia di scuola frequentata.
In fase di istruttoria, grazie alle vostre segnalazioni, si è provveduto a contattare le famiglie degli studenti non iscritti presso i vostri Istituti. A tale riguardo si rende noto, tuttavia, che non tutte le famiglie interpellate hanno risposto alle richieste di verifica.
I beneficiari riceveranno a partire dal 15 aprile 2021 ore 12 ed entro il 20 aprile 2021 una comunicazione email, da parte di EDENRED Italia e all’indirizzo comunicato in fase di compilazione della domanda, contenente le istruzioni per l’utilizzo del Buono virtuale da approvare.
Sono confermate le modalità consuete di erogazione:
- le famiglie beneficiarie ricevono da Regione Lombardia una mail di conferma con il link e le credenziali (user e password) per accedere al portale e approvare i buoni virtuali entro e non oltre il 30 giugno 2021;
- accedendo al portale https://affiliati.edenred.it la Scuola potrà vedere – una volta approvati – i dati dei Buoni Scuola per i propri allievi.
Per tutte le informazioni rivolgersi a:
Servizio Assistenza EDENRED Italia
800 834 039
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 14.00 alle 17.30.
È possibile contattare l’ufficio Dote Scuola via email dotescuola@regione.lombardia.it oppure al numero unico Dote Scuola 02 67650090 attivo dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30, il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30.
L’occasione è gradita per ringraziare ciascuno per il supporto assicurato alle famiglie con la diffusione delle informazioni e l’assistenza nella presentazione e nella gestione delle domande.
Cordiali saluti
Il Dirigente Francesco Bargiggia
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Succede a scuola
10/04/2021
Attività didattica in presenza per tutta la secondaria di primo grado da lunedì 12 aprile
OGGETTO: attività didattica in presenza.
Si comunica che, in ottemperanza a quanto disposto dagli Organi competenti a partire dal 12 Aprile 2021 la CLASSE SECONDA e la CLASSE TERZA del nostro Collegio Vescovile riprenderanno l’attività didattica in presenza, secondo sia il calendario che la programmazione didattica consueta.
Siamo pronti e molto contenti di accogliere i nostri Studenti sempre in massima sicurezza.
Cordialmente saluto,
Bergamo, 10 Aprile 2021
Il Coordinatore delle Attività Didattiche
(Prof.ssa Annamaria Gabbiadini
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Succede a scuola
31/03/2021
Chiusura e auguri pasquali
Gentilissimi Genitori,
Vi comunichiamo che tutti gli uffici della scuola saranno chiusi da Giovedì 1 a Mercoledì 7 aprile.
A partire dal giorno 08/04/2021 le famiglie potranno richiedere alla segreteria le ricevute dei versamenti effettuati nell’anno 2020 ai fini della dichiarazione dei redditi.
Anche a nome dei Vicepresidi i proff. Antonella Arcaini, Silvana Marconi ed Enzo Noris, del Rettore don Luciano Manenti e del procuratore Mons. Sergio Bertocchi, colgo l’occasione per augurare a tutti una Buona Santa Pasqua.
Un cordiale saluto.
Il Coordinatore delle Attività Didattiche
Prof.ssa Annamaria Gabbiadini
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Senza categoria
31/03/2021
Preghiera della Settimana Santa e di Pasqua

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Succede a scuola
22/03/2021
Preghiera quinta settimana di Quaresima da 22 a 27 marzo
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